Sgaravatto Giorgio
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MONSELICE (PD)
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ARMI

Le armi utilizzate in sala sono tutte provenienti dalla tradizione italiana e studiate principalmente su trattatisti italiani, con alcune integrazioni di autori europei.

Spada da due mani:
Presente in europa dalla metà del XIV secolo, la spada da due mani diviene immediatamente popolare nei ceti medi e nell'alta borghesia, in seguito adottata anche come arma di distinzione cavalleresca e nobiliare, conosce il suo maggiore sviluppo nell'applicazione in ambito civile come arma prediletta nel duello cortese.
Fra i maggiori trattatisti italiani ricordiamo: Filippo Vadi, Achille Marozzo e Fiore Dei Liberi, mentre in ambito europeo ricordiamo: Hans Talhoffer.

Spada da lato:
Chiamata “da lato” perché fu parte integrante dell'abito ordinario del gentiluomo del XVI secolo, detta spada veniva elegantemente sfoggiata nel fodero a lato della cinta e a volte corredata da una daga di accompagnamento alloggiata al lato opposto della spada, utilizzabile in eventualità come armamento per la mano sinistra, nel duello civile o aggressione da strada.
Fra i maggiori trattatisti ricordiamo: Achille Marozzo, Giacomo Di Grassi, Francesco Alfieri, ecc.

Spada da lato a striscia:
Diretta discendente della spada da lato, ne eredita eleganza e tecnica, ma sviluppa ciò che in seguito darà origine a tutti gli stili moderni, il gioco essenzialmente di punta e “l'affondo”.
Spada civile dal XVII secolo, la striscia sarà l'arma più temibile nei confronti civili in tutta europa, così temibile da non essere ammessa ai primi giochi olimpici di fine ottocento, dichiarandone la quasi totale estinzione.

Sciabola da terreno:
Nasce dall'uso militare della sciabola da cavallo, nell'ottocento è fra le più classiche armi da duello.
Essenzialmente il suo maneggio si estranea dall'uso tradizionale della punta, trovando una maggiore applicabilità nell'uso dei tagli.